Venerdì 27 luglio ore 21:15 a Villorba “Dal Nord Est Col Furgone

Inserito il 25 giugno 2012 da Luca

DAL NORD EST COL FURGONE

declino di una cultura in ascesa

di e con

Sformato Comico

regia di

Gloriana Ferlini
LocandinaDalNEcolFurgone

Venerdì 27 luglio 2012 – h.21:15 a Carità di Villorba (TV) Piazza Aldo Moro

Lo spettacolo propone una riflessione sulla cultura veneta, non didascalica o moralizzante, bensì satirica e feroce. Attraverso la proposta di scene comiche, di un umorismo “di pancia”, il duo, coordinato dalla sapiente mano registica di Gloriana Ferlini, offre al pubblico la propria visione del veneto odierno.

La cultura veneta, in origine, ha un’essenza di umiltà operosa, nella consapevolezza tutta pratica e non meramente filosofica che “il lavoro nobilita”. Si tratta di una cultura rurale umile ma solidale, fatta di case coloniche e famiglie allargate, fondata su un forte senso di dignità espresso nella ricerca di un autosostentamento rurale; ma questa sua operosità ha reso vulnerabile il veneto, consegnandolo a quanti, più smaliziati, hanno nei secoli voluto approfittarsene; ne è infine risultato (culturalmente) lo stereotipo del veneto “mona”, servo e credulone.

Nel tentativo di riscattarsi, col tempo il veneto si è rivestito di una corazza fatta di sbruffonaggine e

tracotanza, si è infine reso egli stesso sfruttatore degli altri (veneti o “nuovi veneti”, ovvero quanti si

presentano con le sue stesse caratteristiche al giorno d’oggi, ad esempio i cinesi); questo purtroppo non ha

portato che ad un altro stereotipo, quello dell’imprenditore veneto gretto e arrogante.

Lo spettacolo vuole contrapporre a questi stereotipi la vera essenza del veneto buono, umile ma non servile, dedito al sacrificio ma non fine a se stesso, amante delle cose belle e solidale. Tuttavia non vuole essere ingenuo né consolatorio; si presenta invece in una veste forte, violenta; i dialoghi, per quanto comici, si fanno megafono della reale voce popolare del veneto, non risparmiando pregiudizi e volgarità. Vi è in questo una lucidità estrema, le battute omofobe non sono frutto del caso ma di un cinico ricercare la cattiveria, ormai così innestata nell’animo veneto, per scardinarla, per amplificarla ma non per giustificarla, al contrario: per portarla lucidamente alla luce perché non si possa fare finta che non esista.

Mettere il dito nella piaga perché spurghi e permettere infine di recuperare quell’essere veneto che è accoglienza e genuinità.

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