Missione

Come direbbero “quelli seri” il nostro core business è il Cabaret; non potendo, per ovvi motivi, essere seri dobbiamo dire la verità: per noi è prima di tutto una passione!

Il cabaret che facciamo rispecchia il nostro “modo di essere” e di “vedere le cose”:

  • il nostro “modo di essere” perché, anche volendo fare i fighi, abbiamo un’innata propensione alle figure di.. Figuracce, che tuttavia sono talmente esilaranti e comiche che sarebbe stato un peccato non portare in scena e non condividerle con un pubblico ap-pagante
  • il nostro “modo di vedere” perché entrambi amiamo non prenderci troppo sul serio, in fondo è nella semplicità delle cose che si scoprono le grandi verità ed inoltre cos’è più semplice di un sorriso?

Per questo i nostri personaggi e i nostri monologhi tendono a riproporre schemi di relazione, personaggi, battute, ecc.. che scaturiscono dall’esasperazione di gesti, modi di dire, pregiudizi, caratterizzazioni o situazioni quotidiane apparentemente “normali” ma che nascondono paradossi drammaticamente divertenti. Ci piace far emergere in chiave comica quei particolari del vivere quotidiano che tutti vediamo ma che spesso ci sfuggono o diamo per scontati. Tutto questo lo facciamo ispirandoci a quello che i tecnici chiamiamo “il meccanismo d’identificazione”.

Da tutte queste belle parole, il nostro, sembrerebbe un lavoro estremamente scientifico e minuzioso, in realtà, spontaneamente, osservando, ma soprattutto, vivendo la realtà che ci circonda maturiamo i nostri lavori ed essendo noi trevigiani siamo partiti da questa realtà.

Quello che ci affascina di più è lo scontro tra la realtà veneta, ancora molto rurale per la concretezza operativa e la semplicità d’animo che la caratterizza, e la modernità, da questo scontro nascono personaggi dei più vari collegati da un unico filo conduttore:  la genuinità. In fondo Gino, Guido o Bepi di oggi, ai tempi di Internet, sono rimasti gli stessi di ieri, ai tempi “dea renga da tocciar coea poenta” (ndr pratica del veneto rurale in cui, per la scarsità di cibo, veniva appesa un’aringa ad un filo e tutta la famiglia la utilizzava per dare un pò di sapore alla polenta), perché, per quanti sforzi possano fare, fortunatamente l’abbondanza di oggi non ha cancellato in loro l’umiltà e la semplicità di ieri!

La nostra ambizione, se possiamo averne una, è sdoganare la comicità veneta che non è fatta solo di dialetto ma anche di meccanismi comici che nel panorama del cabaret nazionale potrebbero rappresentare una novità molto apprezzata! In questo modo nel nostro piccolo vorremmo contribuire ad esportare una cultura che, forse per troppa umiltà e scarsa autostima, negli ultimi decenni è stata tenuta chiusa dentro i confini regionali, quasi vergognandosene, senza capire che nella sua semplicità e genuinità nascondeva gli strumenti per un vivere sociale più sano ed equo.

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